Quattro chiacchere con Angelo Talocci musicista e compositore di colonne sonore per il cinema e la televisione e titolare dello studio SpiritoSound
MIDIWARE
Ciao Angelo. Per la realizzazione delle musiche di Tablo', il tuo ultimo importante lavoro con la regia del canadese Serge Denoncourt già collaboratore del "Cirque du Soleil", hai fatto un grande utilizzo di Gigastudio e della libreria orchestrale VSL.
Quali sono stati i motivi che ti hanno condotto a questa scelta?
ANGELO TALOCCI
Avevamo problemi di tempo e di interagire velocemente, il regista ha lavorato con me due/tre giorni a settimana, mentre negli altri giorni era a Pisa, base operativa e logistica del progetto Tablo', per cui io lavoravo completamente al buio solo con le indicazioni di Serge. Per un lavoro così non c'era la possibilità materiale di usare anche qualche strumento acustico, eccetto che per le voci. La prima, Pascale Montreuil, ha registrato direttamente la voce dal Canada, dove risiede, ed abbiamo risolto con l'inviare dei file per email. L'altra, Oriama Dimitrijievic, ha registrato nel mio studio. Vienna oramai la uso da quasi tre anni...
MW
Puoi descriverci in dettaglio le fasi di lavoro necessarie per la realizzazione di una colonna sonora e di un'orchestrazione di questo livello.
ANGELO TALOCCI
Ma non è che esista una regola. A livello compositivo è fondamentale il fatto di avere sotto le mani invece del solito pianoforte la possibilità di scegliere di usare virtualmente qualsiasi suono e, in moltissimi casi, è il tipo di strumento stesso che porta a stimolare la creatività.
Molti pensano e continuano a pensare che il computer risolva lui la parte creativa, sicuramente la facilita, ma la difficoltà in cui molti si imbattono è che ancora pensano di scrivere e poi far riprodurre le note del pentagramma! Il trucco non c'è: è fondamentale non quantizzare, suonare ogni parte per ogni strumento o sezione da capo completamente, per dare quel piccolo errore umano all'esecuzione. Come si vede non c'è un trucco ma solo semplice manualità, ed il famoso copia e incolla con una parte di fiati fatta risuonare agli archi non funzionerà mai, proprio per il fatto che sono identiche!
MW
Proviamo a scendere ancora di più nel dettaglio tecnico. Qual è esattamente la configurazione hardware/software della postazione dedicata a Gigastudio?
ANGELO TALOCCI
All'inizio proprio per provare avevo solo un computer per Gigastudio, nel giro di pochi giorni sono passato a due e poi a quattro, per quello che ritengo essere il giusto dimensionamento tra maggiori possibilità ed eventuali risorse di riserva macchina.
Su ogni computer ci sono le identiche cose proprio perché al momento di un progetto non so mai quello che andrò ad utilizzare. Ogni computer ha una scheda audio RME dalla quale esco in fibra ottica. Ho fatto in modo di avere due gruppi da quattro computer, visto che oggi la stazione è composta da due Mac e otto PC. Tre di ogni gruppo transitano tramite la prima del gruppo sempre tramite fibra, ed il tutto va poi nel Protools.
Vista la mole di canali/piste/tracce, il progetto è sempre completamente aperto, non effettuo un mix tradizionale, ma eccetto alcuni strumenti che possono avere il livello un po' più alto, lavoro solo sulla pressione della master, una master keyboard Kurzweil, pensando al fatto che ogni strumento o sezione non possa avere la regolazione del volume ma solo un livello espressivo da poter gestire.
Tutto questo, è chiaro, per essere più veloci.
MW
Siamo certi che per ottenere un migliore realismo nell'esecuzione, farai un grande utilizzo del Performance Tool. Come ti trovi con questo indispensabile strumento?
ANGELO TALOCCI
Per me è fantastico, sembra tutto più naturale, specialmente per i legati visto che ne faccio un grande utilizzo.
MW
Il fatto di avere a disposizione un mezzo così potente come la VSL, in grado di emulare al meglio un'orchestra reale, ma anche di reinventare completamente nuove sonorità, può portare ad una libertà pressoché illimitata. Fino a che punto ritieni sia lecito sconfinare nella creazione di sonorità non reali?
ANGELO TALOCCI
Sperimentare con la costruzione di nuovi strumenti o alterarne l'uso si è sempre fatto, per cui non vedo il motivo di tutto questo problema, è vero però anche che, per gli alti costi di gestione di un’orchestra, molte partiture non sono realizzabili in una prima lettura. Bisognerebbe quindi provare i brani, ma questo non è possibile per le nostre produzioni, di qui il motivo dell'uso di queste librerie.
E poi secondo me non si deve pensare ad uno strumento fine a se stesso, ma uno strumento può anche essere usato senza considerare le sue naturali limitazioni.
MW
In conclusione di questa interessante conversazione, considerando l'elevatissimo realismo della VSL ed il costante e continuo incremento di prestazioni dell'hardware host, quali ritieni possano essere gli scenari futuri sul fronte delle librerie orchestrali?
ANGELO TALOCCI
A parte un inizio di qualche anno fa un po' frammentato, dovuto sicuramente alle limitazioni dei campionatori, oggi mi sembra che la possibilità dello streaming da disco si sia rivelata una straordinaria invenzione ed il merito va dato principalmente a Gigastudio. Però è vero anche che stanno affiorando molti strumenti virtuali, con campionature modeste rispetto ad una Vienna e sicuramente ancora lontane per quanto riguarda la completezza e la qualità.
Forse più in là vedremo, ma rimane il problema più grande: il computer. Oggi non c'è ancora un computer che da solo possa soddisfare tutte le richieste di un progetto complesso. Auspico che ciò possa avvenire, ma poi cresceranno i campioni a 24 bit, i campioni da 20 sec diventeranno da 1 minuto, ecc.
Forse avremo sempre più di un computer...
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