Intervista a Roberto Vernetti, produttore che può annoverare nel suo curriculum importanti collaborazioni con artisti del calibro di Jovanotti, Elisa, Carmen Consoli, Patty Pravo, Elio e le Storie Tese, Fiorella Mannoia, Delta V, Irene Grandi e Mina, membro degli Aeroplanitaliani, e che lo scorso inverno è stato premiato al MEI 2005 (Meeting Etichette Indipendenti) come miglior produttore artistico dell'anno.
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Ciao Roberto, quali sono stati i tuoi lavori più recenti che ti hanno portato a ricevere il premio come miglior produttore artistico dell'anno al MEI di Faenza?
ROBERTO VERNETTI
Questo al MEI non è stato specificato, mi è sembrato quasi un premio “alla carriera”, cosa che mi fa molto piacere ma mi fa anche sentire un po’ “anziano”... eppure continuo ad essere considerato un “giovane” produttore.... strana l’ Italia. Nel 2005 ho lavorato come programmatore ai suoni dell’ album di Mina “Bula Bula”, ho prodotto l’ album “Sei Felice?” degli Aeroplanitaliani, che poi è anche la band di cui faccio parte, ho prodotto e realizzato la colonna sonora del film “Passo A Due” e ho scritto un brano per il film di Pupi Avati “La Seconda Notte Di Nozze”. Nel 2006 invece ho prodotto il brano “Arrivederci Amore Ciao” di Caterina Caselli, incluso nella colonna sonora del film omonimo di Soavi, che ha ricevuto il David Di Donatello per la miglior canzone, ho prodotto l’ album di una nuova band che si chiama Resound, il nuovo singolo di Cecco “La Libertà”, e sto concludendo la produzione del primo album di Pablo, un nuovo cantautore che è appena uscito con il suo primo singolo “Dura La Vita A Milano Città”. In questo momento sto anche collaborando al nuovo progetto di Paolo Fresu, un film-documentario-album che lo vede collaborare con un gruppo di musicisti Sudafricani.
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Da quanti anni lavori nell'ambito della produzione musicale?
ROBERTO VERNETTI
Ho cominciato all’ inizio degli anni ’90, ma il primo album con il quale è stato apprezzato il mio lavoro è stato “UST”, degli Ustmamò, nel 1996, quindi diciamo 10 anni. Dal 1988 fino ad allora ho lavorato soprattutto come programmatore: Atari 1040, Prophet 2000, DX7, D50, Prophet V, hai presente....
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In tutti questi anni quali c'è stata una rapida evoluzione dei sistemi software/hardware per la produzione musicale e si hanno oramai a disposizione degli strumenti impensabili fino a qualche anno fa. Dal tuo punto di vista quali sono stati i tool principali di supporto al tuo lavoro di produttore?
ROBERTO VERNETTI
L’ ultima macchina “rivoluzionaria”, che ha cambiato il modo di lavorare, quella che ha dato il via all’ home studio, è stata l’ ADAT. Il resto dell’ hardware non è un granché in evoluzione, bene o male sto usando lo stesso tipo di macchine da 7/8 anni, ovviamente aggiornando i modelli con specifiche sempre nuove (nuovi modelli di computer, nuovi convertitori e interfacce audio), ma niente che dia veramente nuove possibilità. Tutto l’outboard vintage continua ad avere, tranne pochissime eccezioni, migliore qualità e più carattere. Per quanto riguarda la sintesi, benvenuti i virtual instruments se guardo al portafoglio e alla praticità, ma di nuovo se penso alla qualità e alla velocità d’ uso, pochi battono un Juno 60, un ARP 2600 o un Oberheim Xpander!
Per quanto riguarda il software audio invece, oggi posso fare in 10 minuti cose che fino a 5 anni fa richiedevano mezza giornata di lavoro, e non è solo una questione di tempo, questa nuova velocità operativa permette di realizzare produzioni fino a qualche anno fa impossibili! L’ editing audio ha raggiunto livelli altissimi.
MIDIWARE
Andando nello specifico, come si articola in genere il tuo lavoro in fase di produzione? Puoi raccontarci in breve una tua tipica sessione al computer e in quali momenti intervengono Cubase, Live e Reason?
ROBERTO VERNETTI
E’ abbastanza semplice, Cubase è sempre attivo come host, una solida base su cui si appoggia tutto il sistema. E’ il mio registratore multitraccia e gestisce i virtual instruments. Reason è sempre aperto e ha funzione di sampler e di drum machine. Live serve prevalentemente alla ricerca e alla gestione dei campioni, ritmici e non. Parto da Cubase, tracce audio guida del brano da produrre o tracce audio originali del pezzo da remixare, poi apro Live e Reason e parto con la ricerca ritmica, quindi bounce dei campioni gestiti da Live e MIDI file delle ritmiche scritte su Reason (che di solito rimane aperto fino al termine della produzione), per poi importare tutto in Cubase e lavorare alla struttura e al resto dell’ arrangiamento.
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Dal punto di vista più strettamente tecnico, ti capita spesso di lavorare in modalità ReWire con le varie applicazioni che utilizzi? Quali sono i vantaggi principali del lavoro con questa modalità.
ROBERTO VERNETTI
Cubase Live e Reason nelle mie produzioni sono sempre in ReWire, l’ integrazione totale del mix e del timing sono perfetti. Mi duole ammettere che la storia del timing del MIDI di Cubase verso gli expander esterni non è mai stata gloriosa, ma da quando lavoro in ReWire il timing della programmazione delle ritmiche è perfetto, zero problemi.
MIDIWARE
In tutte le tue importanti collaborazioni, dal memorabile Sanremo 92 con gli Areoplanitaliani agli ultimi lavori con Paolo Fresu, avrai sicuramente qualche interessante aneddoto da raccontarci che ci può essere utile a capire quanto sia importante avere a disposizione un sistema software completo nelle fasi più delicate di un lavoro importante.
ROBERTO VERNETTI
Il sistema Cubase+Live+Reason si adatta veramente a qualsiasi situazione, è secondo me il più versatile dal punto di vista creativo, in assoluto il più semplice senza avere nessun limite per quanto riguarda la qualità. Credo che Cubase sia imbattibile nella fase di editing della voce, la più delicata e importante dell’ intero processo di produzione. Mi dispiace deludervi: non ci sono aneddoti, non ci sono trucchi, solo un sacco di lavoro! Anche se nel remix di un brano di Paolo Fresu, solo con Live avrei potuto “piegare” (passatemi il termine, con tutto il rispetto!) un gruppo di musicisti africani a quello che secondo me doveva essere il groove della mia versione.
MIDIWARE
Quali importanti innovazioni ti aspetti dalle prossime versioni di Cubase SX, Live e Reason? C'è qualche particolare 'feature' che ti aspetti possa essere implementata in una delle prossime release di questi software?
ROBERTO VERNETTI
Mi metto in ginocchio e prego i ragazzi della Steinberg di implementare in Cubase una funzione equivalente al Beat Detective di Pro Tools per poter editare comodamente le batterie acustiche registrate in multitraccia. Fatto quello, fatemi parlare con chiunque sostenga che Pro Tools è meglio di Cubase, che mi faccio due risate!